CHE COS'È L'ARPITANO?
L'arpitano, chiamato anché francoprovenzale (da non confondere con il provenzale), è una lingua a sé stante, individuata però solo verso la fine dell'ottocento ; le sue specificità e frontiere sono state definite solo nel corso del novecento, ciò che spiega che sia così poco conosciuta (localmente viene chiamata senza complessi "patois"). Una sua importante peculiarità risiede nella doppia evoluzione della a latina, rimasta a tranne quando la consonante che precede è una palatale (c, ch, j, y, ly, gn, a volte r) : in tal caso la a si è evoluta verso ié, é, i. È la ragione per cui vi si trova l'infinito chantar "cantare" accanto a changiér "cambiare" nonché la formazione del femminile degli aggettivi jôno "giallo" e vèrd "verde", rispettivamente jôna, vèrda (femminile in a), mentre rojo "rosso" e blanc "bianco" diventano roge e blanche (femminile in e, talvolta pronunciato i ).